CantierEducare per LUdE e Fondazione Cariparma

Cosa vuol dire educare? Un Cantiere per mettere a confronto persone e professioni

La situazione di partenza

Nel 2015 la Libera Università dell’Educare e la Fondazione Cariparma si ritrovano insieme intorno a un obiettivo comune: dare voce a tutte le persone, le professioni, le materie che ruotano intorno al tema dell’educare. Una sfida che, oggi più che mai, coinvolge tutti ed espone la carne viva della società. Perché in fondo le responsabilità educative appartengono non solo alle agenzie formative e alla famiglia, ma in qualche modo a tutti. Limiti, problemi, questioni su cui interrogarsi non mancano, spesso educatori, genitori, docenti, psicologi, pediatri li vivono in solitudine, senza la possibilità di uno spazio in cui interrogarsi su quanto accade. Da qui nasce l’idea della LUdE di inaugurare a Parma un cantiere permanente sull’educazione che non sia semplicemente un festival ma un’area franca in cui costruire e ricostruire ogni volta, a partire dal confronto e dal dialogo tra professionisti e persone. Viene varata la prima edizione del CantierEducare, dedicato al tema dell’Estraneità a cui seguiranno (grazie al successo di numeri, con 100 ore di laboratori formativi gratuiti proposti, 600 partecipanti provenienti da oltre 10 regioni italiane in cinque giorni) nel 2017 la seconda edizione, dedicata al tema della Corporeità, e nel 2018 la terza, dedicata all’Educazione civile.

L’approccio

Comunicazione e promozione a tutto tondo ma anche segreteria organizzativa sono stati i compiti che ci siamo assunti per tutte e tre le edizioni, quindi ufficio stampa, social media, sito web, newsletter, pubblicità multicanale, iscrizioni e registrazioni alle giornate, insieme alla comunicazione interna e alle relazioni con i finanziatori e i fornitori, sono stati il nostro pane quotidiano. La principale difficoltà è stata tradurre per i non addetti ai lavori un programma e tematiche per loro stessa natura complesse, non sempre semplici da capire, ma anche un’articolazione delle giornate che includeva laboratori, conversazioni pubbliche, eventi ricreativi-formativi, restituzioni pubbliche dei laboratori e tanti, tantissimi sotto temi in cui si declinava il tema principale di ogni rispettiva edizione. La scelta che abbiamo fatto è stata quella di non snaturare troppo il lessico a tratti ricercato e delicato, i tempi lunghi, la struttura complessa del progetto così come era stato ideato ma di metterci al servizio della mission del CE, diventando noi stessi al tempo stesso “orecchio” e “megafono” del miracolo del confronto e dell’ascolto che si produceva.

 

Il risultato

  • due pubblicazioni editoriali
  • tre siti web
  • una rassegna stampa corposa, composta da testate nazionali e locali, settoriali e generaliste
  • due medaglie della Presidenza della Repubblica a certificare l’alto valore dell’iniziativa.